Dalla fiction alla ricerca di verità: Intervista a Giovanni Battista Origo

Il regista e sceneggiatore Giovanni Battista Origo ci racconta il suo viaggio nel mondo del cinema: dalla casa di produzione Amaro Produzioni, a Tracce, ai corti di fiction fino al suo primo documentario lungo, girato insieme alla sceneggiatrice Elettra Raffaela Melucci (che abbiamo intervistato qui) un’opera ambiziosa che esplora il rapporto tra società e mondo transgender, con Napoli come sfondo emblematico.

 

  1. Giovanni, il tuo ultimo progetto rappresenta una vera sfida per te. Qual è stata l’urgenza e quali obiettivi ti sei posto?

L’urgenza del docu-film che abbiamo appena finito di girare con Elettra, è stato parlare di una comunità di persone trans e rispondere alla domanda: “Perché la società ha timore del mondo transgender?”

Sai, il rischio era quello di risolvere solo curiosità personali nei confronti del tema, cadendo nel didascalismo e magari nel voyeurismo. L’obiettivo invece è stato, e sarà in fase di montaggio, costruire un discorso collettivo, andare oltre la figura del femminiello, per raccontare storie di vita inserite in un contesto sociale concreto. Anche dal punto di vista della regia, abbiamo ripreso i racconti delle protagoniste, direttamente con occhio in macchina all’interno di un contesto molto neutro quasi a rompere una barriera, a parlare direttamente con lo spettatore.

 

  1. Ci parlavi della figura dei femminielli e di Napoli

Sì, Napoli è stata una scelta naturale per il suo legame storico con il femminiello che nasce come una figura sociale integrata nel tessuto sociale. I femminielli erano figure maschili che vivevano, si comportavano come donne, ci sono testimonianze antichissime su questo.

Poi Napoli ospita la comunità transgender più grande d’Europa. C’è anche un’associazione che è quella presieduta e fondata da Loredana Rossi, Associazione Transessuali Napoli, tra le più attive insieme a quella di Bologna.

 

  1. In che modo lavorare su un documentario ti ha messo alla prova rispetto alla fiction?

Passare alla regia di un documentario lungo è stato affascinante e complesso, e lo sarà anche ora in fase di montaggio, “terza riscrittura” di un film!

Ho sempre scritto e diretto fiction, ma con questo progetto mi sono trovato ad affrontare nuove prove, sia tecniche che narrative. Nella fiction hai la sceneggiatura, le opere di grandi maestri a guidarti. Il documentario è diverso. In Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti giocano ed elaborano continuamente linguaggi nel genere del documentario. Qui in Italia ci stiamo arrivando a quei livelli, stiamo costruendo i nostri maestri, i nostri “paletti”. Allo stesso tempo, però, questo ti dà molta libertà di creare tu il tuo linguaggio, e questo è molto stimolante.

 

  1. Quali sono stati i tuoi primi lavori e come hanno influenzato il tuo percorso?

Nel 2013 ho fondato la mia casa di produzione, Amaro Produzioni, ancora oggi attiva. Insieme alla Tandem film e a Enzo Giulioli abbiamo realizzato un film a episodi, In bici senza sella, che trattava temi del precariato. È stato bello perché siamo entrati veramente dentro il processo produttivo del film quindi dentro la logica del set fin da subito. Poi abbiamo prodotto altri corti: La notte del professore è stato presentato al festival Cortinametraggio e all’Ischia film festival, Gong è stato selezionato ai Nastri d’argento ed è stato presentato anche al festival Cortinametraggio, poi Maria – A chent’annos, un corto finanziato dalla regione Sardegna, presentato al festival del cinema di Roma e peraltro visibile sui canali Rai. Poi abbiamo prodotto un documentario che si chiama Under 18 a cui abbiamo collaborato come produttori esecutivi e artistici che trattava la condizione dei minori nelle periferie romane.
Ogni progetto è stato un’occasione per sperimentare e affinare il nostro stile. Ci siamo messi alla prova e ci siamo divertiti molto.

 

  1. Quanto è stata importante la tua esperienza a Tracce?

Tracce è stata fondamentale. Mi è stata consigliata da Giorgio Arlorio per la sua serietà e severità costruttiva. Ho imparato che una buona idea è solo l’inizio: la vera sfida è tradurla in una struttura solida. Ricordo ancora lezioni che mi hanno colpito, come quella in cui abbiamo sviluppato una storia partendo da una foto: un esercizio che mi ha insegnato flessibilità narrativa e il coraggio di abbandonare un’idea quando non funziona.
Anche l’incontro con Nicola Giuliano è stato illuminante. Sai, da studente hai l’immagine del grande produttore premio Oscar che ti guarda dall’alto della sua posizione, e invece no. Ci ha aiutato ad approcciare con il mondo della produzione che uno vede di solito come una “torre di Babele” e invece semplicemente è composto da una serie di fattori da conoscere bene e valutare, niente di impossibile. Mi ha insegnato poi l’importanza di saper sintetizzare un progetto in poche parole, un requisito fondamentale per dialogare con il mondo della produzione.

 

  1. Un consiglio finale per gli aspiranti registi e sceneggiatori?

Non affezionatevi troppo alle idee: il cinema richiede flessibilità, così come tanta autodisciplina. Questo vale anche per raccontare storie: se non riuscite a riassumere un progetto in poche parole, forse c’è qualcosa che va rivisto, e soprattutto se il vostro personaggio vi guarda ma non sa che dirvi, in quel caso, come ho imparato a Tracce, cancellate tutto e ricominciate daccapo.

 

Anche tu sogni di scrivere per il cinema?

Sono aperte le selezioni per la prossima edizione del corso Scrivere un Film in partenza a fine gennaio. Scopri come partecipare e trasforma la tua passione in realtà.

Per maggiori informazioni e per candidarti al corso clicca qui, o contattaci direttamente via email all’indirizzo traccesnc@gmail.com.

Ti aspettiamo!

Corso Master in sceneggiatura. Ultimi tre posti disponibili entro il 6 luglio

Corso di sceneggiatura con Nicola Giuliano

Scriviamo un film con i migliori professionisti del cinema

Con una Masterclass di Nicola Giuliano, produttore Premio Oscar per “La Grande Bellezza”, è iniziato lo scorso 15 giugno 2019 il corso Master “Dal soggetto alla sceneggiatura“, giunto alla sua XX edizione. Il prossimo appuntamento – e termine ultimo per iscriversi – è per il 6 luglio 2019 con la prima lezione di Heidrun Schleef, sceneggiatrice di numerosi classici del cinema italiano come “La Stanza del Figlio” e “Il Caimano” di Nanni Moretti e “La Seconda volta” di Mimmo Calopresti.

 

Per chi è indicato. Il corso Master è diretto a coloro che hanno già esperienza di scrittura cinematografica, hanno già scritto soggetti per lungometraggi o cortometraggi, hanno prodotto corti, o comunque hanno maturato una prima esperienza nella scrittura e desiderano perfezionare le proprie conoscenze in un percorso formativo completo che va dalla individuazione di una idea per un film, fino alla scrittura di una sceneggiatura.

 

Il corso prevede la formazione di un team di scrittori di due o tre elementi che procederanno, in un percorso a tappe ravvicinate, alla individuazione di una idea, alla sua strutturazione, alla scrittura di un soggetto che una volta validato dai docenti, sarà sviluppato in un trattamento cinematografico e successivamente in una sceneggiatura di 90 pagine che verrà poi sottoposta alla lettura e all’analisi di Nicola Giuliano, produttore della Indigo Film e Premi Oscar 2014 per “La Grande Bellezza”.

 

Il percorso formativo, composto da 120 ore complessive, è a numero chiuso (massimo 15 allievi, per permettere un constante contatto con i docenti) e prevede un continuo affiancamento con i docenti.

 

I Docenti. Gli sceneggiatori come Graziano Diana, (“Un eroe Borghese” e “Ultrà“), Heidrun Schleef  (“La stanza del Figlio“, “Il Caimano”), Andrea Molaioli regista e sceneggiatore (“La Ragazza del lago” e “Suburra la serie“), Denis Rabaglia, “Un nemico che ti vuole bene“, lo story editor Gino Ventriglia, responsabile dei progetti di fiction di Mediaset e altri canali televisivi, il montatore Claudio Di Mauro, uno dei massimi montatori del cinema italiano, Mario Sesti, uno dei più noti critici cinematografici e curatore di rassegne e anch’egli regista di documentari. Il corso sarà inaugurato il 15 giugno da Nicola Giuliano con una Masterclass incentrata su come si realizza un progetto idoneo ad interessare un produttore e sarà lo stesso Giuliano a leggere ed analizzare le sceneggiature prodotte dagli allievi al termine del corso.

 

Il corso offre una panoramica completa del processo di lavorazione di un film, dalla scrittura del trattamento e della sceneggiatura vera e propria, a tutte le tecniche e le competenze che uno sceneggiatore deve avere presente quando scrive, dal montaggio, iniziale e finale, al concept e agli elementi del progetto, alla scrittura delle scene che devono contenere necessariamente gli elementi di messa in scena per il regista.

 

 

Le sceneggiature realizzate saranno valutate anche da Gianni Chiffi e Consuelo De Andreis, dell’agenzia Volver, i quali sceglieranno i progetti migliori da sottoporre all’attenzione delle principali case di produzione cinematografica nazionali.

 

Il corso Master di Tracce si terrà a Roma nella sede della Galleria d’arte Label in via Portuense ogni due venerdì.

 

Vai a questo link per conoscere il Programma dettagliato e i costi del corso

 

Se il cinema è il tuo sogno e vuoi realizzarlo al massimo delle possibilità, i corsi di cinema di Tracce sono la tua occasione.

 

Dall’anno della sua fondazione, il 2003, Tracce ha formato registi, sceneggiatori, documentaristi, story editor che oggi lavorano a tempo pieno nell’industria cinematografica. 

 

Leggi la pagina dei Nostri corsisti per avere una idea.

 

Le selezioni sono in corso e i posti ancora disponibili sono cinque. L’ammissione è subordinata ad un colloquio di ammissione con i coordinatori del corso con analisi del materiale presentato dall’aspirante allievo, contenente almeno un soggetto per lungometraggio o materiale equivalente (progetti già realizzati, collaborazioni precedenti ecc.).

Ti aspettiamo! Per info e iscrizioni compila il modulo sottostante e lascia un recapito per essere contattato.

Corsi di sceneggiatura e regia: rispondiamo alle domande frequenti

Ancora pochi posti disponibili per i corsi di Sceneggiatura II livello e di Regia Cinematografica, in partenza rispettivamente il 24 e 26 aprile 2021.

 

A tutti abbiamo già risposto direttamente. A chi sta pensando in questi giorni di iscriversi ma ha ancora dei dubbi, rispondiamo qui in queste FAQ.

 

I corsi sono in presenza o a distanza?

 

I corsi al via a fine aprile partono a distanza, in video conferenza, in quanto permane ancora il divieto di spostamento tra regioni (e diversi corsisti arrivano da fuori regione Lazio) e per il divieto di assembramento in luoghi chiusi. Di conseguenza è impossibile, allo stato della normativa vigente nel momento in cui scriviamo, pensare di poter organizzare corsi in presenza.

 

Non si perde qualcosa con la modalità a distanza?

 

Non si perde nulla, in quanto i corsi sono stati in alcuni casi, appositamente riadattati e riorganizzati. Il corso di sceneggiatura non ha avuto bisogno di riorganizzazioni particolari: anche a distanza, il docente ha la possibilità di seguire ogni singolo corsista, grazie al tetto massimo di allievi che ogni nostro corso prevede, proprio per salvaguardare la possibilità per ogni docente di seguire personalmente ogni singolo allievo.

 

E per il corso di regia?

 

Per il corso di regia abbiamo riorganizzato alcune attività, anticipando alla fase iniziale alcune lezioni finalizzate alla scrittura delle sceneggiatura del corto da realizzare e posticipando le lezioni pratiche sul campo, un altro punto di forza del corso, che contiamo di fare alla riapertura delle lezioni in presenza. In ogni caso abbiamo visto già l’anno scorso che attività come la direzione degli attori e le esercitazioni di regia si svolgono ottimamente anche online, con grande partecipazione da parte dei corsisti che, come in ogni nostro corso, sono tenuti “a mettersi in gioco” costantemente, nell’ambito della nostra filosofia didattica basata “sull’imparare facendo”.

 

Quando si potrà passare ai corsi in presenza?

 

Appena le norme lo consentiranno, passeremo immediatamente in presenza. Anche se con la didattica a distanza non c’è alcuna diminuzione dell’efficacia dei corsi, essere uno di fronte all’altro è un elemento a cui teniamo moltissimo.

 

Come si svolgono i corsi a distanza?

 

Non ci sono differenze nel metodo e nell’apprendimento, ma solo nella tecnologia. I docenti continuano a essere disponibili ai consueti scambi con i corsisti, i quali non assistono semplicemente a una lezione unilaterale, ma intervengono scambiando domande e pareri con il docente e gli altri corsisti, i quali tra di loro, si collegano online per le esercitazioni

 

C’è la possibilità di rateizzazione del costo dei corsi?

 

Tutti i corsi prevedono dei specifici piani di rateizzazione che vi invitiamo a visionare nelle rispettive pagine dedicate ai corsi. In più possiamo dire che da sempre veniamo incontro a esigenze particolari, quando ci vengono manifestate.

 

Da chi saranno inaugurati i corsi di quest’anno?

 

Stiamo arrivando alla definizione dei nomi dei docenti che inaugureranno i corsi di quest’anno e li annunceremo presto.

Inventing Anna. Come un articolo reportage diventa una sceneggiatura

Nel maggio del 2018 il New York magazine pubblicò un lungo articolo-reportage intitolato: “Forse aveva così tanti soldi che ne aveva perso le tracce“.

 

Era la storia di Anna Delvey, venticinquenne ereditiera tedesca che nei tre anni precedenti era stata sulla bocca di tutti nella Manhattan che conta, quella fatta di manager, artisti, immobiliaristi, banchieri, giornalisti e giovanissimi eredi/gestori di famosi fondi senza fondo che, come in una continua giostra che ruota replicando il giro all’infinito, si incontravano tra di loro continuamente nei soliti locali “In”, “Up” e altri suffissi che connotano l’essere nel posto giusto col portafoglio giusto, insieme alla gente giusta.

Continue reading “Inventing Anna. Come un articolo reportage diventa una sceneggiatura”

Come funzionano le revisioni di Tracce per partecipare ai concorsi di cinema

Vuoi partecipare ai concorsi nazionali di sceneggiatura con un progetto in grado di vincere? Scegli di farti allenare da Tracce!

 

Se vuoi mettere il turbo alla tua storia e farla diventare un progetto professionale a tutti gli effetti, puoi scegliere di avvalerti della consulenza e della revisione della Scuola di cinema Tracce, che da oltre vent’anni ha trasformato esordienti della sceneggiatura in solidi professionisti.

 

I nostri corsisti hanno vinto per 35 volte il Premio Solinas (nelle sue varie sezioni), più volte il premio Mattador e si sono aggiudicati in varie occasioni i contributi selettivi del Ministero della cultura.

 

Gli ultimi vincitori risalgono al 2021.

 

sceneggiatura solinas corsisti
I Corsisti Tracce Benedetta Mori, Giuliano Scarpinato e Chiara Tripaldi, vincitori del Premio Solinas 2022

 

Scopri tutti i corsisti di Tracce che oggi lavorano come professionisti del cinema.

 

Con il corso Revisioni e consulenza, analizziamo e miglioriamo i progetti per concorsi come

  • Scuola nazionale di Cinema.
  • Premio Solinas.
  • Premio Mattador.

E in generale qualunque premio che preveda la presentazione di un’idea, un soggetto, un trattamento, una sceneggiatura con forti potenzialità per farsi notare.

Come funziona il corso Revisioni e consulenza di Tracce

Puoi inviarci il tuo progetto, sotto forma di pitch, presentazione o sinossi, anche solo in una pagina. Il progetto deve essere accompagnato da un c.v. aggiornato, di massimo due pagine.

 

Dopo l’invio fisseremo un colloquio di selezione on line.

 

In caso di esito positivo del colloquio, si attiva subito la collaborazione, attraverso la firma di un contratto.

 

A quel punto noi ti aiuteremo a sviluppare il progetto e a trasformarlo in un soggetto da dieci pagine, in un trattamento da quaranta pagine o in una sceneggiatura completa da novanta pagine, che abbiano tutte le caratteristiche per ambire alla vittoria.

 

Non sprecare l’occasione e scegli di concorrere avendo alle spalle un team di professionisti che ti allena a vincere.

 

Informazioni e contatti sul corso su questa pagina, oppure compila il modulo sottostante:

 

Corso di sceneggiatura “Scrivere un film”: iscrizioni aperte fino ad Aprile

Nuovo anno, nuova edizione del corso di sceneggiatura di Tracce!

Sta per iniziare la 57esima edizione di “Scrivere un film”!

Il corso di sceneggiatura pensato per imparare a scrivere per il cinema, e per trasformare un’idea in un soggetto o in una sceneggiatura professionale, pronta per essere presentata a case di produzione o concorsi.

Il supporto e il confronto costante con docenti esperti, ti guideranno passo dopo passo in un percorso pratico che ti darà le competenze utili a creare progetti in linea con le esigenze del mercato cinematografico.

Il corso si divide in due moduli:

  • Modulo 1: Da Zero al Soggetto
    Qui imparerai a partire da un’idea e a lavorarci su per trasformarla in un soggetto cinematografico completo. Ti concentrerai su personaggi, eventi, trama e scaletta, arrivando alla stesura finale di un soggetto pronto per il mondo del cinema.
  • Modulo 2: Dal Soggetto alla Sceneggiatura
    Questo modulo ti porta oltre: da un soggetto già strutturato, lavorerai sul trattamento, sulle scene e sulla costruzione della scaletta, fino ad arrivare a una sceneggiatura professionale, pronta per essere valutata dalle produzioni.

Se il tuo sogno è scrivere per il cinema, questo corso di sceneggiatura ti offrirà tutti gli strumenti per partire con il piede giusto. Lo diciamo con orgoglio, perché molti dei nostri studenti hanno collezionato premi, riconoscimenti e hanno avviato le loro carriere nel mondo del cinema, grazie ai nostri corsi, ai continui scambi con i professionisti e alle possibilità che il corso è in grado di offrire.

Il programma, i docenti e la sede

Durante il corso “Scrivere un film” sarai guidato/a in ogni fase della creazione di una sceneggiatura, dalle prime intuizioni fino alla stesura finale. Ecco i punti salienti:

  • L’idea narrativa: come trasformare una scintilla creativa in un progetto solido.
  • Il pitching: l’arte di presentare la propria idea in modo accattivante e convincente.
  • Il soggetto: le basi per costruire una storia coinvolgente.
  • Analisi e costruzione dei personaggi: studio dettagliato dei protagonisti e dei personaggi secondari per renderli vivi e autentici.
  • La struttura in tre atti: il pilastro della narrazione cinematografica.
  • Scelta del punto di vista e colpi di scena: come dare dinamicità alla storia e mantenere alta la tensione.
  • La scaletta e lo scalettone: comprendere l’importanza della disposizione delle sequenze per plasmare il ritmo del film.
  • Il trattamento: dare forma e corpo alla storia prima della stesura della sceneggiatura.
  • I trucchi del mestiere: tecniche per mantenere alta la suspence e costruire rimonti efficaci.
  • Dialoghi e sottotesto: l’arte di scrivere conversazioni credibili e cariche di significato.
  • La sceneggiatura e il tema: dare vita alla storia e comunicare un messaggio profondo.

Inoltre analizzeremo insieme i brani tratti da soggetti, scalette, trattamenti, sceneggiature originali forniti dai docenti Tracce.

I nostri docenti sono professionisti del settore con esperienza nel campo della sceneggiatura e della produzione cinematografica.

Le lezioni in presenza si svolgeranno presso la Galleria d’arte Label, situata in Via Portuense 201, a Roma, altre invece saranno tenute online.

Iscrizioni al corso di sceneggiatura

Le iscrizioni sono aperte fino ad Aprile 2025.

I posti sono limitati, quindi si consiglia di prenotare al più presto per assicurarsi la partecipazione.

 

Come iscriversi?

Iscriversi è semplice!

Per informazioni su costi, durata e lezioni clicca qui.

Oppure compila il modulo sottostante con le tue domande!

Puoi scriverci anche via email all’indirizzo traccesnc@gmail.com :)

Ti aspettiamo per iniziare insieme il tuo viaggio nel mondo del cinema!

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    Successi Tracce, Federica D’Ignoti, ex corsista, in selezione ai Nastri D’Argento

    Ancora un successo dei corsisti Tracce. Il cortometraggio Anna, di Federica D’Ignoti è stato inserito nella selezione ufficiale dei Corti D’Argento 2019, che riunisce film prodotti e distribuiti nel corso del 2018, presentati e spesso premiati dalle giurie dei principali festival e delle rassegne specializzate.

    Continue reading “Successi Tracce, Federica D’Ignoti, ex corsista, in selezione ai Nastri D’Argento”

    Corso di regia, arriva il Laboratorio Intensivo: “Tecniche di regia cinematografica”

    Il corso di regia cinematografica di Tracce si arricchisce di un nuovo focus formativo: “Tecniche di Regia Cinematografica” è un laboratorio intensivo, tenuto da Ruggero Dipaola e Vladan Radovic, focalizzato sull’utilizzo di alcune tecniche di regia cinematografica, come la soggettiva, la carrellata, il fuori campo, il piano sequenza, la macchina a mano.

     

    Attraverso l’analisi del linguaggio visivo di alcune sequenze di film selezionate dai docenti, verrà analizzato l’uso delle ottiche, la dinamica della ripresa filmica attraverso le differenti lunghezze focali, lo sguardo bidimensionale, la selezione dello sguardo attraverso la profondità di campo e la direzione dello sguardo dello spettatore attraverso l’inquadratura e la luce.

     

    Verrà esaminata, inoltre, la differenza del consumer tra le diverse piattaforme di distribuzione (grande schermo/piccolo schermo) dal punto di vista della regia e della fotografia.

     

    Nel corso delle lezioni saranno organizzati alcuni esercizi di decoupage cinematografico e di creazione delle reference fotografiche al fine di stimolare le attitudini e la creatività degli allievi.

     

    Il laboratorio è previsto già nel Corso di Regia in partenza il 26 aprile 2021. Ancora pochi posti disponibili. Per iscrizioni e colloqui, vai su questa pagina.

    Come si riconosce uno sceneggiatore

    sceneggiatore sceneggiatura

     

    Uno sceneggiatore scrive. Scrive sempre. Continuamente. Appena ha un momento libero, approfitta per guardare fuori dalla finestra e mentre guarda quell’incidente stradale con uno degli autisti che litiga con una donna incinta che a fatica esce dall’altra macchina, con alcuni passanti che adesso stanno prendendo le sue difese, lui pensa che questo incidente non sarebbe niente male come diversivo per una rapina in quella gioielleria all’angolo dove si dice che il proprietario tenga nel retro un armadio con i gioielli non blindato.

    Proprio come diceva quel tipo losco, un paio di mesi fa, nel bar in cui lo sceneggiatore era entrato solo per comprare una bottiglia di vino pregiato per brindare ad una sceneggiatura terminata e non aveva potuto fare a meno di captare quel discorso, anche perché il tipo losco parlava al barman quasi urlando, proprio come chi si sta vantando. Ma potrebbe anche darsi che non si stesse solo vantando.

     

    Uno sceneggiatore è solo. Dialoga spesso con se stesso, ascolta continuamente due sue voci interne costantemente in conflitto tra loro. C’è quella che dice che la storia sta procedendo benissimo, che le idee sul tavolo sono buone, che sta andando tutto per il meglio. Mentre quell’altra vocina, stridula e acida che sembra di vederla mentre esce da una bocca piegata in un ghigno malefico che dice che no, altro che procedere bene, è tutta una schifezza, roba già vista, ma quale produttore pazzo potrà mai mettere dieci centesimi su una storia così banale? E lo sceneggiatore ascolta entrambe le voci, ma poi decide lui.

     

    Uno sceneggiatore non è solo. Attorno c’è silenzio e pace ma sa anche che presto questa pace si trasformerà in una strana inquietudine e che altrettanto presto scoprirà che ha bisogno di qualcuno di reale a rompergli le scatole. Qualcuno che gli dica che quella idea è fiacca, che quel colpo di scena di pagina 13 è telegrafato al punto che lo si immaginava già a pagina 3. Che quel personaggio è poco credibile. Che quell’ambientazione è inverosimile, che quel finale è scontato. Lo sceneggiatore sa che ha bisogno di un altro sguardo sulla sua storia. Un altro punto di vista.

    Sa che ha bisogno di un compagno ideale. Uno che abbia la sua stessa idea di cinema. Se lui ama scrivere storie “plot-oriented”, orientate alla trama (un astronave sbucata dal sottosuolo comincia a lanciare missili fatti di lava incandescente e solo John, investigatore privato, alcolizzato e divorziato e con un’atavica paura del fuoco, che gli deriva da un trauma infantile, potrà sconfiggere gli alieni) difficilmente si troverà a suo agio con uno sceneggiatore orientato al personaggio che ha in mente una storia di un albero che non mette più foglie in primavera perché la ragazza che va sempre a sedersi sotto di lui adesso è depressa e l’albero se n’è accorto.

     

    Uno sceneggiatore fa ricerche. Le stufe in ghisa delle vecchie case di campagna degli anni ’60, quelle con un’entrata stretta dove si fa fatica a inserire la legna, le confezioni triangolari del latte degli anni ’70, le carte da parati a motivi geometrici degli anni ’80, le auto della polizia degli anni ’90, le tecniche dei rapinatori dei furgoni portavalori in autostrada degli anni Duemila. Lo sceneggiatore è sempre immerso in mondi diversi e tutti quei mondi lui deve e vuole conoscerli a perfezione, ogni dettaglio, ogni paesaggio, ogni incrocio di strada urbana, lui c’è stato, e sa come è fatto e da chi è frequentato.  Uno sceneggiatore non smette mai di fare ricerche.

     

    Uno sceneggiatore parla delle sue storie. A tutti, incessantemente. E non lo fa per vanagloria o per narcisismo. Sta facendo degli appositi test. Lo sceneggiatore sa che il modo migliore per sapere se una storia è davvero interessante è raccontarne un pezzo e aspettare che l’interlocutore dica la frase magica: “E poi che succede?”. Se accade, la storia, almeno quel pezzo lì, funziona. Al contrario, qualsiasi altra risposta “interessante”, “ah però”, “davvero?”, “Ma chi l’avrebbe mai detto” sono solo frasi di cortesia ma che in realtà significano “Capirai”, “che due palle”, “figuriamoci”, “ma che film scadente è?” e via cosi. Nessun altra frase appagherà lo sceneggiatore di “E poi che succede?”. C’è solo quella frase. La chiave del successo (o del fallimento) dell’intero cinema mondiale di tutti i tempi si regge solo su quella frase.

     

    Uno sceneggiatore sa quando una sceneggiatura si produce e quando no. Sa che le sceneggiature che si producono non sono quelle che vengono da quelle pile di manoscritti che ogni editor o produttore di qualunque società di cinema, tiene relegate in un’apposita stanza. Quelle non le leggerà mai nessuno, stanno lì a perenne monumento delle Sceneggiature Ignote, cadute in una guerra persa ma che non finisce mai di perdere quello che ha da perdere. Le sceneggiature che si producono sono quelle raccontate in 40 secondi ad un produttore mentre sta bevendo un caffè scadente ad un incontro sul nuovo cinema afghano, col produttore che fa “si, si”, con la testa e che per togliersi di torno lo sceneggiatore gli dà appuntamento tra due settimane ad un incontro sul nuovo cinema pakistano. Dove, lo sceneggiatore, con grande sorpresa del produttore, sta bello li ad aspettare per finirgli di raccontare il film in 20 secondi. Lo sceneggiatore sa che se la storia c’è (e lui l’ha testata prima collezionando moltissimi “e poi che succede”), il produttore a quel punto dirà: “Sai che facciamo? Vieni domani mattina nel mio ufficio che ne parliamo per bene”.

     

    Uno sceneggiatore ha sempre una scadenza. Lo sceneggiatore scrive sempre, ma non scrive per sempre la stessa cosa. Lo sceneggiatore si dà un tempo per capire se una storia può funzionare. Lavora così per naturale organizzazione. Quando scade il tempo, lo sceneggiatore ha davanti a sé due scelte. Infilare la storia incompleta in un cassetto, avendo cura di incollarci sopra un post it in cui annotare i problemi che fanno di questa, una storia da rimandare. Oppure decidere di proseguire, ma sapendo che allora si andrà fino in fondo e che la storia vale il tempo da impiegare per scriverla, vale tutte le rinunce, le ore da dedicarci sottratte alla vita dello sceneggiatore e che quella scommessa deve essere fatta razionalmente e non velleitariamente.

    Lo sceneggiatore sa che è giusto così. Che bisogna abituarsi a lavorare sotto scadenza. Deve essere allenato a lavorare sotto scadenza. E sotto pressione perché sotto scadenza. Essere allenati a chiudere un lavoro rispettando il termine fissato è la differenza tra un dilettante e un professionista.

     

    Lo sceneggiatore sa come ha imparato. Ricorda quando ha cominciato e quando ha imparato a lavorare bene e sotto scadenza. Quando ha imparato a chiudere una storia in un termine prefissato? E’ successo quando si è iscritto ad un buon corso di sceneggiatura: quando è stato costretto a scrivere di continuo, a confrontarsi ad ogni passo, a scegliersi uno o due compagni che gli andavano bene, a discutere di cinema con chiunque, a raccontare le sue storie ad altri nelle pause pranzo e rispettare tutte le scadenze, se non voleva subire cazziatoni mitici.

    È da questo, sostanzialmente, che si riconosce uno sceneggiatore.